Teca, il nuvo corso Kico e la sua ispirazione

Nella sua presentazione ufficiale, Kico descrive la filosofia che ha portato allo sviluppo del nuovo programma d’arredo Teca partendo dal significato del suo nome:

“È un suffissoide derivato dal greco theke “ripostiglio, deposito” e usato con il significato di “collezione, raccolta, custodia” in parole derivate direttamente dal greco come biblioteca, pinacoteca, o modernamente formate come ludoteca, enoteca, videoteca (cfr. Enciclopedia Treccani).”

Nonostante il programma Kico dedicato al living sia da sempre uno dei più innovativi per flessibilità e possibilità di personalizzazione, l’azienda non si è adagiata sugli allori, introducendo ulteriori elementi caratterizzanti e un nuovo modo di affrontare il tema della composizione.

Per far questo è partita da zero sviluppando un approccio inedito al progetto, a cominciare dall’assecondare lo stile di vita e il modo di abitare la propria casa da parte delle persone.

In Kico Teka le forme dinamiche e i materiali appagano l’occhio e il lato emozionale ma non sono mai fini a se stessi, andando a incrementare anche l’aspetto pratico e funzionale.

Le nuove strutture aperte creano spazi vuoti e pieni dove le differenti destinazioni d’uso vengono ampiamente soddisfatte: vani a giorno a struttura aperta, suggestivamente illuminati, esaltano gli oggetti da mostrare, mentre moduli chiusi, dotati di maggiore profondità, creano andamenti scultorei e dinamici e offrono al contempo un elevato spazio interno.

Le strutture aperte delineano anche degli ampi spazi dedicati all’impianto multimediale, integrandolo al resto della composizione in modo impeccabile, mentre gli stessi profilati in metallo sono ripresi da sostegni che rendono le composizioni leggere e aeree pur mantenendo uno stabile appoggio a terra.

Un esempio lampante di questa dinamica funzionalità e evidente in alcune delle composizioni proposte a catalogo, come la 10 e la 05.